
La Polizia postale ha segnalato una nuova truffa online legata al furto di account Whatsapp e alla richiesta di denaro, ricordando che in caso di dubbi o segnalazioni è possibile rivolgersi tramite il sito www.commissariatodips.it.
Nel comunicato, la Polizia postale ha spiegato che un semplice messaggio proveniente da uno dei propri contatti Whatsapp può nascondere un tentativo di truffa. Il raggiro, ha riferito, può celarsi dietro una richiesta urgente di denaro, come un bonifico o una ricarica telefonica. Secondo quanto segnalato, i messaggi potrebbero provenire da account sottratti o compromessi, risultando credibili perché sembrano inviati da familiari o amici.
La Polizia postale ha aggiunto che il fenomeno sta facendo registrare numerose segnalazioni di compromissioni di account Whatsapp, con modalità riconducibili ad attacchi cosiddetti “zero-click”. I cybercriminali, ha spiegato, sfruttano falle di sicurezza su versioni non aggiornate di iOS e di Whatsapp su dispositivi Apple. In questi casi, l’accesso al dispositivo può avvenire senza che l’utente debba cliccare su alcun link o compiere un’azione: una volta preso il controllo dell’account, i truffatori, fingendosi una persona conosciuta come un familiare o un amico, chiedono denaro simulando una situazione di emergenza e necessità.
Il comunicato indica che il messaggio può far leva su una spesa imprevista, un problema con la banca o un acquisto urgente da effettuare. La vittima, ha osservato la Polizia postale, viene pressata e spinta ad agire rapidamente, senza avere il tempo di verificare la reale identità dell’interlocutore.
Tra le indicazioni fornite figurano la raccomandazione di non fidarsi delle apparenze, di interrompere la conversazione sulla chat e chiamare direttamente al telefono la persona con cui si crede di essere in contatto. La Polizia postale ha invitato anche a fare attenzione ai link verso pagine esterne a Whatsapp e a controllare periodicamente la sezione “Dispositivi collegati”. Ha inoltre consigliato di attivare la verifica in due passaggi, limitare il download automatico di contenuti e allegati e proteggere il dispositivo mediante codice, Touch ID o Face ID.
Fonte: Polizia di Stato — Documento originale: https://www.poliziadistato.it/articolo/156a928bc235f89362131163
