
Stamane a Cagliari oltre 100 poliziotti del Servizio centrale operativo (Sco), della Squadra mobile di Cagliari e della Sezione investigativa del servizio centrale operativo (Sisco) hanno eseguito un provvedimento di fermo nei confronti di otto persone, gravemente indiziati di appartenere ad una organizzazione criminale transnazionale attiva tra Algeria, Italia e Francia e ritenuta responsabile del favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Il comunicato ufficiale riferisce che l’operazione si è svolta con il supporto del Reparto prevenzione crimine, del Reparto volo, delle unità cinofile, del Gabinetto regionale di Polizia scientifica e del XIII Reparto mobile Sardegna. Le investigazioni, sviluppate attraverso intercettazioni, servizi di osservazione e pedinamento, acquisizioni documentali e riscontri sul territorio, hanno permesso di ricostruire l’organizzazione e il ruolo dei suoi componenti.
Secondo quanto emerso, il gruppo sarebbe stato guidato da un cittadino algerino, richiedente asilo e residente nel cagliaritano, che avrebbe coordinato il reclutamento dei migranti e degli scafisti in Algeria, la raccolta del denaro per le traversate verso la Sardegna e l’organizzazione dei viaggi clandestini.
Le indagini hanno ricostruito un asse criminale tra El Kala, Cagliari e Marsiglia. In Algeria, secondo il comunicato, venivano organizzate le partenze; in Sardegna operava la rete incaricata dell’accoglienza dei migranti, del supporto logistico e della produzione di documenti falsi; nell’area di Marsiglia sarebbe stato individuato uno dei principali finanziatori dell’organizzazione, responsabile del reperimento delle risorse economiche e dei gommoni ad alta velocità chiamati “Phantom”.
Gli agenti hanno documentato almeno cinque traversate clandestine dalle coste algerine alla Sardegna e hanno identificato i presunti scafisti coinvolti. Il gruppo, sempre secondo il comunicato, progettava inoltre di aprire una nuova rotta tra la Sardegna e l’isola tunisina di La Galite, con l’obiettivo di aumentare il numero dei viaggi e i profitti. Ogni migrante avrebbe pagato circa 2.500 euro per raggiungere il territorio italiano.
Il sodalizio avrebbe anche avviato un sistema di falsificazione di documenti che attestano la richiesta di protezione internazionale, con documenti falsi venduti a circa 150 euro. Le indagini hanno inoltre evidenziato il progetto, incompiuto, di importare dalla Spagna circa 500 chilogrammi di hashish e 10 chilogrammi di cocaina utilizzando i gommoni “Phantom”.
Fonte: Polizia di Stato — Documento originale: https://www.poliziadistato.it/articolo/30076a74a2604280b258179755
