
La Polizia di frontiera in servizio presso l’aeroporto internazionale di Catania ha denunciato all’autorità giudiziaria sei uomini accusati di truffa e riciclaggio di denaro, mettendo fine all’attività di un gruppo di truffatori che, secondo quanto reso noto, ingannava gli utenti e prosciugava i loro conti.
Gli investigatori della Polizia di frontiera hanno ricostruito un sistema basato sulla creazione di pagine internet civetta, molto simili a quelle originali, per indurre le vittime a rivelare i dati personali. Le informazioni sensibili e i documenti di identità, ha spiegato il comunicato, venivano forniti sulla base di indicazioni ricevute tramite un’app di messaggistica, mentre alcuni passaggi richiedevano anche l’esecuzione di bonifici istantanei, non più revocabili.
Incrociando i dati acquisiti con i tabulati dei gestori telefonici e con le informazioni ricavate dall’analisi dei flussi finanziari forniti dagli istituti di credito, la Polizia di frontiera ha individuato una rete criminale in grado di realizzare ingenti profitti illeciti. Secondo la ricostruzione degli investigatori, i truffatori avevano messo a punto un meccanismo per accumulare il denaro delle truffe e spostarlo con operazioni multiple su diversi conti correnti.
In questo modo, ha riferito la Polizia di frontiera, i vari passaggi consentivano di ripulire i soldi prima di recuperarli direttamente anche attraverso prelievi in contanti. Il comunicato evidenzia che l’attività è stata fermata dagli agenti in servizio presso l’aeroporto internazionale di Catania, nell’ambito di un’indagine basata sull’analisi dei dati acquisiti, dei tabulati telefonici e dei flussi finanziari degli istituti di credito.
Fonte: Polizia di Stato — Documento originale: https://www.poliziadistato.it/articolo/166a8dace44308e638844872
