
Alla 83ª Mostra del cinema di Venezia, oggi, alla presenza del capo della Polizia Vittorio Pisani, è stato proiettato in anteprima il cortometraggio “Al di sopra di ogni sospetto”, dedicato al contrasto della violenza di genere. L’evento si è svolto nell’ambito del Venice production bridge presso lo Spazio incontri dell’hotel Excelsior.
La Polizia di Stato ha indicato la proiezione come un’iniziativa per sottolineare il proprio impegno nel contrasto alla violenza di genere e l’uso di strumenti di comunicazione, dal linguaggio cinematografico ai canali digitali, per raggiungere un pubblico più ampio e trasversale. Il cortometraggio è diretto da Clemente De Muro e Davide Mardegan, ed è prodotto da Ohana Production di Luca Bernabei in collaborazione con la Polizia di Stato e l’Associazione giuridicamente libera. Tra i protagonisti figurano Alessandro Preziosi, Barbora Bobulova, Salvatore D’Angeli, Lucio Patanè e Patrizia Iorio.
Secondo quanto riferito, il cortometraggio nasce con l’obiettivo di mantenere accesi i riflettori sulla violenza di genere e contribuire a rompere il muro di silenzio, la normalizzazione e l’impunità che spesso la circonda. Il titolo, hanno spiegato gli organizzatori, richiama l’idea di un potere ritenuto intoccabile e racconta come la violenza domestica possa celarsi dietro apparenze rispettabili e dinamiche di controllo psicologico ed economico. L’obiettivo dichiarato è sensibilizzare il pubblico, stimolare il dialogo e offrire uno strumento di consapevolezza a spettatrici e spettatori.
L’incontro è stato moderato dalla giornalista e conduttrice televisiva Myrta Merlino e ha visto, accanto al capo della Polizia, la partecipazione del produttore Luca Bernabei, del neuropsichiatra infantile Prof. Narciso Mostarda, di Clemente Di Muro e, in videocollegamento, di Alessandro Preziosi. Il dibattito è stato aperto dall’intervento di saluto del presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco.
Pisani ha sottolineato che il cortometraggio ha un’importanza fondamentale e sarà trasmesso nelle scuole. Ha aggiunto che l’obiettivo è mandare un segnale ai figli delle coppie in difficoltà e responsabilizzarli a rivolgersi a un ufficio di Polizia quando la madre ha paura di denunciare.
Fonte: Polizia di Stato — Documento originale: https://www.poliziadistato.it/articolo/156aa2c258f3910400447426
